Per una scuola innovativa, non basta modificare le metodologie didattiche rendendole collaborative se gli ambienti di apprendimento non vengono modificati. Difficilmente uno studente si potrà sentire libero di scegliere come apprendere e come studiare, o svolgere attività laboratoriali e cooperative, in una classe in cui i banchi sono posti in forma tradizionale (lezione frontale) e dove vi sia un ambiente poco consono allo “star bene” dei ragazzi. . Si dovrebbero dunque pensare spazi, anche al di fuori della classe, nei corridoi, negli altri, in spazi in cui non prevalga solo la tecnologia ma in cui si faccia leva sulla dimensione affettiva, emozionale, sociale puntando soprattutto al benessere dello studente, al suo abitare il luogo scuola.

La mera introduzione di strumenti tecnologici depaupera e non arricchisce. La pervasività del digitale e la creazione di ambienti virtuali nei quali sempre più spesso ci isoliamo richiedono, forse con più forza, un ancoraggio fisico nello sviluppo di ambienti colorati, giocosi, dinamici, confortevoli in un ambiente sì connesso, ma nel quale la tecnologia sia trasparente, non invadente. Una scuola che sappia far risaltare l’individualità di ciascuno. Perché questa atmosfera liberante (ma non libera da regole) si possa realizzare efficacemente, si deve focalizzare l’attenzione su di un luogo centrato sul benessere di chi lo abita, in cui non vi sia una grande distanza tra i luoghi in cui il ragazzo trascorre quasi tutta la propria giornata: la scuola e la casa. L’estetica, l’ergonomia degli ambienti scolastici, la loro capacità di esprimere informalità, intimità, accoglienza sono aspetti molto importanti; un luogo bello influisce positivamente sul lavoro delle persone, sui loro comportamenti e sulle loro emozioni, dunque lo studente non solo si sentirà a proprio agio, ma soprattutto, non sarà distratto da luccichii, da colori sgargianti, da tecnologie invadenti, ma si sentirà molto più motivato anche a rispettare gli altri, l’ambiente e soprattutto se stesso e a relazionarsi positivamente. Un luogo in cui le emozioni, gli affetti, i rapporti, si modificano con loro il modo di apprendere, di interrelazionarsi; un luogo dove si desidera stare, rimanere e in cui si riesca a vivere un’atmosfera che rispecchi la nostra tradizione, il senso estetico della nostra cultura e del nostro gusto; un luogo da ri-vivere una volta usciti dalla scuola, dopo poche ore, nella propria stanza, nel proprio salotto di casa.
La scuola-casa modello di ambiente di apprendimento ideato e progettato da Dianora Bardi e il designer Daniele Lago
