“Solo Dio sa cosa sta succedendo al cervello dei nostri piccoli”

Questa è la frase che lo stesso fondatore di Facebook Sean Parker ha pronunciato durante un evento Axios, mettendo in evidenza ciò che la sua stessa creatura avrebbe potuto causare. 1

Le emozioni incidono profondamente sulla nostra memoria e possono e devono essere positive nell’apprendimento. Non si può però non considerare anche la possibilità di un loro squilibrio, con una prevalenza di quelle negative che possono giungere sino ad effetti depressivi: paura, ansia, stress relazionale, disturbo del sonno, ridotta attenzione e produttività, isolamenti, “fomo” (la cosiddetta “fear of missing out”, paura di rimanere tagliati fuori dai flussi di notizie e aggiornamenti), iperesposizione, rapporti amicali.

Un abuso dell’uso dello smartphone può provocare lo sviluppo di problemi e disturbi comportamentali, in particolar modo negli adolescenti. Ciò è diventato sempre più evidente, ispirando nuove patologie:

  • “Nomofobia” (No-Mobile-Phobia), “FOMO” (paura di perdere), è la paura di essere senza un telefono cellulare o di essere disconnesso da Internet.
  • La “Ringxiety”, è la falsa sensazione di aver ricevuto una chiamata che porta a controllare costantemente il dispositivo.
  • La “Textiety”, termine con il quale si indica una forte sensazione di ansia data dal non ricevere alcun messaggio, dal non poterne inviare uno o l’ansia di ricevere e rispondere immediatamente ai messaggi di testo (Taneja, 2014).

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L’ansia, la depressione, l’angoscia, la paura hanno tracciati emozionali di bassa intensità e di lunga durata, questo perché devono restare nella memoria, per tutelarcI dal rischio di ricadere in stati di malessere che invece si deve imparare a conoscere ed evitare.

            

Questo implica che alcuni comportamenti dei ragazzi, e non solo, dovrebbero essere drasticamente modificati come ad esempio, l’abitudine di dormire con il cellulare acceso sul comodino o addirittura sotto il cuscino. Charles Czeisler del Brigham & Women’s Hospital e Harvard Medical School a Boston , che esamina gli effetti della luce blu del cellulare sull’organismo afferma che tale esposizione modifica l’umore, aumenta i livelli di attenzione, interferisce con la produzione dell’ormone del sonno (appunto la melatonina) tenendoci svegli. Anche uno studio pubblicato sulla rivista Organizational Behavior and Human Decision Processes, indica infatti che la qualità del sonno e le performance lavorative di individui che usano il cellulare oltre le fatidiche ore 21 sono entrambe compromesse 2

Nei ragazzi le conseguenze sono anche ben più gravi che negli adulti: dormire poco ha enormi ripercussioni sulla salute, come minore concentrazione, maggiore emotività e problemi di memoria. In un’età in cui la concentrazione per i bambini e gli adolescenti che vanno a scuola diviene fondamentale, rimanere svegli la notte per scambiare messaggi o giocare può avere effetti davvero devastanti, non solo a livello di salute, ma anche dal punto di vista psico-sociale.

Durante il sonno avvengono dei processi di cleaning dei circuiti neuroelettrici del nostro cervello e negli adolescenti, grazie ad un sonno armonico e per un tempo adeguato, vi è una corretta produzione dell’ormone della crescita psicofisica. Se questa armonizzazione viene disturbata si alterano i processi sofisticatissimi di organizzazione del software neurale.


1 https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/11/11/facebook-sta-cambiando-il-cervello-dei-nostri-bambini21.html

2 https://s3.amazonaws.com/academia.edu.documents/43623096/Beginning_the_workday_yet_already_deplet20160311-29548-16r8b3a.pdfAWSAccessKeyId=AKIAIWOWYYGZ2Y53UL3A&Expires=1535368062&Signature=7jVae7MoxJ2DesCgbBG%2F7LyZb8s%3D&response-content-disposition=inline%3B%20filename%3DBeginning_the_workday_yet_already_deplet.pdf