Dai dati riportati si può affermare, come primo momento di osservazione meritevole di molti ulteriori approfondimenti, che la tecnologia consente la velocizzazione e la fluidità̀ dei processi ed è inoltre efficace per l’esercitazione e per la personalizzazione della didattica, ma diventa vantaggiosa rispetto alla carta solo se mediata da un uso individuale degli strumenti digitali. Inoltre, abbiamo visto nella ricerca che la multimedialità̀ migliora l’apprendimento ma occorre precisare quanto sia indispensabile la pianificazione degli interventi in fase progettuale. Per quanto riguarda i processi cognitivi, la multimedialità̀ sembra essere un buon aiuto per l’armonizzazione degli stessi, anche nelle situazioni in cui sono presenti difficoltà di apprendimento.

Ribadiamo, pertanto, un presupposto fondamentale nell’introduzione delle tecnologie applicate alla didattica.

Molte sono le metodologie didattiche che possono aiutare una didattica attiva, che si basi sul contributo dato dall’interazione sociale Per supportare questi cambiamenti il docente deve essere in grado di conoscerle per rendere la propria lezione più interattiva e coinvolgente, metodologie che verranno applicate secondo il momento e le necessità, senza che nessuna divenga troppo prevalente sull’altra. Le attività possono essere molteplici, da gruppi di lavoro strutturati e organizzati dal docente (cooperative learning) ad attività in cui i gruppi si formano in modo molto spontaneo da parte degli stessi ragazzi. Una visione costruttivista del sapere, che si basa sull’importanza di un apprendimento attivo, costruttivo e collaborativo che trova le basi nella continua contestualizzazione, nel dibattito, nella riflessione individuale e collettiva in un’organizzazione libera per gli studenti, ma scientificamente strutturata dal docente. Ogni studente apprende in modo differenziato, unico e soggettivo: il processo di apprendimento deve dunque essere fortemente orientato all’azione personalizzata, in cui ognuno può esprimersi liberamente.

Dall’esperienza quotidiana in classe è evidente che l’utilizzo dei mobile device permette un’interazione che è condivisione anche di memoria, di immaginazione, di esperienze; una sinergia che gli studenti, insieme ai docenti, mettono in campo per sviluppare cultura, accentuando notevolmente la connettività, la quale consente di creare sincronicamente e diacronicamente nuovi codici e nuove modalità espressive, che divengono «luoghi in cui il pensiero viene scritto, ma simultaneamente anche luoghi in cui il pensiero viene condiviso ed elaborato da diverse persone che possono incontrarsi da qualunque posto si trovino, quando vogliono, per dare il proprio contributo a un processo di pensiero comune. Questa è una forma di intelligenza connettiva».[1]

Per le scuole primarie si riporta un breve elenco, non esaustivo, di metodologie didattiche riferite alla scuola primaria link che possono essere approfondite nel sito: www.metodologiedidattiche.it

 

 

 

 


[1] (De Kerckhove 2002)