Cosa è l’epigenetica

I comportamenti scorretti degli adulti influenzano molto pesantemente i bambini; il prof. Ernesto Burgio nei suoi interventi ci segnala come sia importante un atteggiamento di grande attenzione da parte dei genitori nei confronti non solo dei bambini, ma addirittura del feto.

Nel corso di un suo intervento a Pescara, ha affermato: “Il nostro cervello è prodotto dal DNA ed è uguale per tutti. Quello umano è dotato di una sorta di ‘software’ il cui prodotto è il connettoma, ovvero l’insieme delle reti neuronali che si producono sin dalla gravidanza e che aumentano nel tempo sulla base delle informazioni che vengono fornite. Tali reti, oggigiorno, trovano degli ostacoli nella loro regolare funzionalità a causa della presenza di metalli pesanti presenti nell’aria e delle onde elettromagnetiche dei cellulari. Da qui nasce l’aumento di diversi disturbi. Inoltre, le esperienze negative vissute nei primi mille giorni di vita segnano in modo perentorio l’esistenza futura: questa è la causa dell’insorgenza dei disturbi psichici anche in soggetti adulti”.

 

L’avvento dell’epigenetica ha portato alcuni studiosi a rivalutare le teorie di Lamarck. Si è infatti osservato come il fenotipo di un individuo non sia solo l’espressione delle informazioni contenute nel DNA, ma sia fortemente influenzato anche dall’ambiente, che può agire sul genoma mediante meccanismi di tipo epigenetico; degli studi condotti evidenziano inoltre la possibilità di trasmettere alla progenie alcune modificazioni epigenetiche, quali quelle causate dalle infezioni virali o dalla nutrizione materna, o dalle onde elettromagnetiche derivanti dalla vicinanza di tecnologie al feto (come lo smartphone).

cliccare sull’immagine, quando si aprirà la mappa cliccare sui nodi due volte per aprire i sottonodi, cliccare di nuovo per chiuderli

L’ambiente acquista dunque un ruolo centrale e prioritario nella genesi del nostro fenotipo e delle nostre malattie agendo direttamente sull’epigenoma e di conseguenza sul genoma[1]

L’inquinamento atmosferico causa danni diretti sugli adulti, con conseguenze più pesanti e gravi nei confronti dei bambini: gli effetti dell’inquinamento atmosferico sugli organismi in via di sviluppo sono, infatti, assai più profondi e spesso irreversibili.

Le conseguenze possono manifestarsi dopo anni o decenni e persino nelle generazioni successive a quelle esposte (il che è causa di ulteriore sottovalutazione del problema).

Questo accade anche per le onde elettromagnetiche: studi epidemiologici dimostrano come tali onde elettromagnetiche attraversino la placenta ed interferiscano con la programmazione epigenetica di organi e tessuti (fetal programming) aprendo la strada a numerose patologie, destinate a manifestarsi tanto nell’immediato nel bambino quanto a distanza di anni o decenni (Teoria delle origini embrio-fetali delle malattie dell’adulto).

Non solo l’inquinamento, quindi, ma anche un uso non corretto del cellulare da parte dei genitori può provocare notevoli danni non solo ai bambini, ma anche al feto.

 

Allo stesso modo, fondamentali sono i secondi mille giorni di vita dell’adolescente durante i quali si verificano delle marcature sui gameti che si trasmettono anche alle generazioni future. Se si è esposti continuamente a fonti di radiazioni o al cellulare, si modificano le sinapsi e si creano meno sinapsi glutammatergiche; inoltre, si bilancia la sinaptogenesi e si creano interferenze multiple anche nella gametogenesi (ecco perché è importante non tenere sempre il cellulare nella tasca anteriore dei pantaloni).


[1] Brena RM (1), Costello JF. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17613554